I Dati OCSE sul valore degli immobili nel 2013




Cronaca | Gabriele Marazzi | 27 novembre 2013 alle 22:04

Dopo l’esplosione delle bolle speculative nel 2008-2009, nella maggioranza dei Paesi OCSE la situazione del mercato immobiliare sta migliorando lentamente, anche se, in Italia ed in altri Paesi della zona Euro, la situazione ancora non è positiva ed il valore degli immobili registra numeri al ribasso.

Se la crescita dei prezzi degli immobili nei Paesi Ocse è quindi stimata mediamente in crescita dell’1,4% su base annua, rispetto allo 0,3% del 2012 e con una crescita solo nell’ultimo trimestre dell’1,9%. In realtà in casa nostra la situazione è diversa: il valore degli immobili è in calo in Italia (-5,5%), Grecia( -7,8%), Olanda (-8,6%), Spagna (-6,8%). L’Italia in questo caso non è il Paese Ocse in cui il mercato immobiliare prospetta le performance peggiori: del resto in Italia non c’è stata una bolla speculativa e sono più che altro le politiche di tagli ed aumento delle imposte ad aver chiuso l’Italia in un circolo vizioso che impoverisce il Paese sempre di più. Sicuramente il Paese europeo che quest’anno vedrà il crollo dei prezzi degli immobili peggiore sarà l’Olanda, la Spagna invece, seppur registrando dati ancora negativi, probabilmente ha imboccato una cammino verso il miglioramento dato che solo un anno fa la svalutazione del mattone era meno 11,1% così come anche la Grecia in cui nel 2012 registrava meno 12,5%. Si può dire quindi che per questi due Paesi particolarmente colpiti dalla crisi, sicuramente più dell’Italia, si vede un miglioramento in corso, mentre Italia e Olanda vanno a peggiorare. Del resto anche altri big economici dell’OCSE tremano: il valore reale dei prezzi degli immobili è in calo sia in Francia che in Giappone, mentre nel Regno Unito c’è allerta per lo scoppio di una ennesima bolla speculativa immobiliare.

I Paesi che giovano alla statistica OCSE riportandola su un pur lieve ma reale +1,4% sono altri. Germania, Turchia, Israele, Australia, Canada, Stati Uniti, Svezia, Norvegia, vedo il valore del patrimonio immobiliare in crescita o quantomeno costante su valori decisamente positivi.

L’OCSE avvisa i Paesi in cui il mercato è in contrazione che questa dinamica svalutativa ha un effetto potenzialmente devastante sia sulle famiglie incapaci di vendere o acquistare la prima abitazione sia nel settore finanziario. Dall’avvertimento si evince che politiche a sostegno del settore sono di priorità assoluta per risanare i Paesi in crisi. Si veda l’esempio opposto, quello di Germania e Svizzera, con i prezzi in crescita rispettivamente del 3,9% è del 4,9%: in queste economie non solo il reddito dei cittadini è in crescita e c’è un facile accesso al credito, ma i prezzi si stanno allineando in modo equilibrato con i redditi e con gli affitti. Una situazione economicamente ideale, sinonimo di benessere e prosperità, è quella in cui i cittadini oltre a potersi guadagnare dignitosamente da vivere possono acquistare una casa senza che diventi un calvario un possibile. Una condizione che dovrebbe essere scontate nei Paesi Industrializzati ma che invece ultimamente è sempre più rara. Speriamo almeno che il miglioramento generico abbia un effetto positivo anche nelle economie più deboli.

 


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Articolo scritto da Gabriele Marazzi

Gabriele Marazzi Gabriele Marazzi si occupa di social media e web marketing
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