Cemento a Roma: i nuovi rischi di scempio




Ecologia e salute | Gianni Puglisi | 7 novembre 2010 alle 10:15

arte

L’edilizia, dal dopoguerra ad oggi, ha rappresentato uninteressante fonte di sviluppo economico, ma continua, ad oggi, a scontrarsi apertamente con la tutela dei beni artistici ed archeologici della nostra città.

L’accusa, quest’oggi, viene da Andrea Catarci, presidente del municipio XI, che presenterà in Procura una denuncia con richiesta immediata di sequestro del cantiere che il Vaticano ha aperto nell’area adiacente la basilica di San Paolo. Secondo il Catarci, sarebbero stati violati i Patti Lateranensi del 1929, poichè le autorizzazioni sarebbero state rilasciate solo all’interno del Vaticano stesso, senza alcuna partecipazione del Comune.

Taglia corto il Sindaco Alemanno: l’area ove si sta costruendo, ricade sotto la competenza esclusiva del Vaticano, quindi non c’è alcun dolo; oltretutto, i nuovi edifici realizzati dovranno ospitare uffici e ambulatori dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù.

La faccenda rischia di complicarsi ulteriormente: il cantiere sorge infatti in un’area protetta dall’Unesco, che non  Contro l’edificabilità dell’area si stanno muovendo associazioni ambientaliste come Legambiente, che minacciano battaglia. Intanto, l’orizzonte urbano di quella che da secoli è considerata “La città più bella del mondo”, continua ad arricchirsi di colate di cemento dal centro alla periferia. Anche a ridosso di Basiliche ed Opere d’arte inestimabili.


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Articolo scritto da Gianni Puglisi

Gianni Puglisi Gianni Puglisi Blogger per passione, Gianni lavora nell'IT dal 1996. Lo contraddistingue l'amore morboso per la sua città e... per la fede calcistica giallorossa.
Sito: http://ideageek.it


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